Benvegnù: applichiamo la Costituzione!

400 mila italiani possiedono una ricchezza pari a 5.000 miliardi di euro, equivalente più o meno a 2 volte l’intero debito pubblico del nostro paese. In questi ultimi decenni la forbice dei redditi si è ulteriormente allargata, accompagnata da sostanziose riduzioni del prelievo fiscale per i redditi più alti e a tagli delle tasse per le imprese. I ricchi sono diventati più ricchi, gli altri si sono impoveriti.

Non siamo tutti nella stessa barca. Serve reintrodurre una tassazione coerentemente progressiva come prevede la Costituzione, serve una tassa sui grandi patrimoni. Serve una lotta vera alla evasione fiscale.

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Anche noi siamo Denis

Abbiamo aspettato un paio di giorni prima di dire la nostra sulla questione di Denis, il giovane operaio arrestato a Vicenza in modo violento e pericoloso, , ma al di fuori dei ragazzi del Bocciodromo che hanno manifestato in piazza, nessuna altra forza politica sembra essersi scandalizzata per l’atteggiamento delle forze dell’ordine, in particolare del poliziotto che ha assalito il ragazzo, e tutti hanno detto che l’arresto è stato giusto. Nessuno ha detto che forse in un periodo così difficile la polizia dovrebbe assolvere a compiti molto più importanti che importunare ragazzi per strada.

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I VERI FURBETTI SI SONO STANATI DA SOLI

Un anno fa ero con molte compagne e compagni che oggi sono nelle liste di SAL – Solidarietà Ambiente Lavoro e con le inquiline/i delle case popolari davanti agli uffici degli Ater provinciali a protestare contro la legge regionale voluta e difesa da Luca Zaia e dalla sua giunta che in molti casi raddopppiava o addirittura triplicavava i canoni. Ho visto persone disperate piangere perché temevano di perdere la loro abitazione per gli assurdi requisiti richiesti per la permanenza o perché assolutamente non in grado di pagare i nuovi affitti. Prima di fare retromarcia di fronte a una mobilitazione che era cresciuta di giorno in giorno e aveva portato a Venezia 1000 persone in corteo, la propaganda di Zaia, a difesa della sua legge, era tutta centrata sulla necessità di stanare i furbetti che alloggiavano nelle case popolari, a suo dire migliaia.

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Migranti, Paolo Benvegnù sullo svuotamento della ex colonia della Croce Rossa di Jesolo

È necessario dare una risposta civile e rispettosa dei diritti e del diritto ai richiedenti asilo ospiti della ex colonia della Croce Rossa di Jesolo. Abbiamo seguito con attenzione quello che è successo in queste settimane. Lo abbiamo fatto preoccupati dal crescere di toni xenofobi e dal tentativo di scaricare sui migranti la ripresa nel Veneto della diffusione dei casi di contagio da Covid. Nella struttura jesolana, i richiedenti asilo hanno subito, come tutte/i, le restrizioni necessarie durante il periodo della chiusura. I casi di Covid si sono manifestati dopo la riapertura e la ripresa dei contatti con l’esterno e del lavoro: spesso in nero, sottopagato, e in condizioni di scarsa sicurezza. Lavoro molto spesso fondamentale per alcune attività economiche, in turismo e in agricoltura, come conferma la dirigenza della azienda Frova oggi in una intervista ad un giornale locale. Lavoro che molte/i perderanno se le nuove collocazioni a cui saranno destinate/i non ne permetteranno il mantenimento: come è accaduto e accadrà per chi è stato trasferito a Cavarzere. Questo è il punto fondamentale. La decisione di dismettere le attività di accoglienza della ex colonia Croce Rossa, che peraltro apre spazi a una robusta speculazione in un’area di particolare pregio, deve essere accompagnata da una ricollocazione degli ex ospiti che, oltre ad essere dignitosa, tenga conto del già avvenuto inserimento di molte/i di loro nel tessuto sociale ed economico del territorio.

Paolo Benvegnù
candidato presidente della Regione Veneto per la lista “Solidarietà Ambiente Lavoro” SAL

SIAMO TUTTO. VOGLIAMO TUTTO!

I padroni vogliono libertà di licenziare e continuano a volere i soldi pubblici.
Noi vogliamo la riduzione degli orari di lavoro a parità di salario.
Vogliamo la garanzia di un reddito per vivere tutte/i dignitosamente, senza condizioni.
Vogliamo investimenti nella sanità pubblica per garantire il diritto alla salute, nella scuola pubblica per garantire il diritto all’istruzione a tutte/i, negli ispettorati del lavoro e negli Spisal, perché il lavoro sia sicuro e giustamente retribuito, nella cultura e nella conservazione del nostro patrimonio archeologico, nel turismo di prossimità e di qualità, nella cura del territorio e dell’ambiente, la valorizzazione del piccolo commercio e del l’artigianato, la riduzione degli affitti contro la speculazione e la rendita immobiliare. Vogliamo una agricoltura sana. Vogliamo una economia centrata sul bene comune non sul profitto di pochi e sullo sfruttamento predatorio della natura e del lavoro.
Siamo tutto. Vogliamo tutto!

(Nel collage alcune manifestazioni che abbiamo organizzato negli ultimi anni)