NON C’È PACE IN QUESTA REGIONE

Ad ogni pioggia, più o meno importante, città, strade e campagne si allagano, le frane interrompono le comunicazioni. Verrebbe voglia di dare la colpa a Giove Pluvio, ma non si può. Da tempo gli dei dell’Olimpo hanno lasciato questa terra.
Allora bisogna fare i conti con 25 anni di governo ininterrotto del centro-destra nel Veneto e la sua totale subordinazione agli interessi della rendita, alla speculazione finanziaria ad essa legata e alle società dei piccoli e grandi padroni, i famosi imprenditori veneti, che hanno investito nel mattone i profitti generati dallo sfruttamento del lavoro. Le immagini di Verona e della Pedemontana allagate sono le cartoline della disfatta del blocco sociale, economico e del ceto politico che hanno gestito per un quarto di secolo questa Regione, e si candidano a farlo per i prossimi 5 anni. Vinceranno le elezioni, ma hanno perso perché il modello di sviluppo su cui hanno fondato le loro fortune è finito, travolto da una crisi di sistema che la pandemia ha solo messo in piena luce.
Vinceranno le elezioni perché chi si candida come opposizione ha nella sostanza la stessa cultura mercatista, lo stesso culto della centralità dell’impresa e condivide le tre bandiere di Zaia per le prossime regionali: i progetti delle grandi opere, l’autonomia differenziata e le olimpiadi invernali di Cortina. Come il suo solito, Zaia è intervenuto facendo la voce grossa con il governo chiedendo fondi per riparare i danni. La solita sceneggiata che vedremo ripetersi, purtroppo, a causa di eventi naturali eccezionali che oramai sono normali e chiedono un radicale cambiamento nelle produzioni e nei consumi, nello stesso modello di sviluppo. Una proposta radicale di alternativa che solo la nostra lista ha il coraggio di rappresentare.
Paolo Benvegnù
Candidato a presidente di Solidarietà Ambiente Lavoro

#votalacoerenza

(La fonte delle immagini è altovicentinonline.it)

Cambiamenti climatici, eventi estremi e capitalismo insostenibile

Dopo le piogge copiose, dopo gli eventi naturali di ieri pomeriggio, sono arrivate, copiose anch’esse, le solite lacrime di coccodrillo degli amministratori della cosa pubblica, regione e comuni assieme.

Nei giornali e nei TG immagini sconvolgenti di strade ricoperte da un metro e mezzo di melma formata da acqua, fango e grandine con chicchi grossi come prugne, alberi sradicati o spezzati a centinata, campi come se fosse passato un sciame di cavallette. E questo solo in provincia di Verona, senza contare Vicenza e Padova dove però la tempesta è giunta un po’ scarica.

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SAL, contro il TAV

Oggi le nostre compagne/i di SAL – Solidarietà Ambiente Lavoro hanno manifestato a Verona contro la TAV. Un’altra opera inutile, costosa e ambientalmente insostenibile e che serve solo alle grandi imprese e alla finanza speculativa. La stessa impronta e lo stesso coagulo di interessi che vuole la TAV Lione-Torino. Confindustria Veneto anche ieri è intervenuta indicandola tra le opere infrastrutturali strategiche. Qui non c’è niente di strategico. Mentre si investe sulla TAV si taglia sui trasporti locali, si rendono aree della nostra Regione sempre più marginali. La provincia di Belluno, ma anche quella di Rovigo, ne sono un esempio evidente. Ma sulla TAV c’è il sostegno bipartisan di centrodestra e centrosinistra come in tutti i progetti caldeggiati da Confindustria.