Cambiamenti climatici, eventi estremi e capitalismo insostenibile

Dopo le piogge copiose, dopo gli eventi naturali di ieri pomeriggio, sono arrivate, copiose anch’esse, le solite lacrime di coccodrillo degli amministratori della cosa pubblica, regione e comuni assieme.

Nei giornali e nei TG immagini sconvolgenti di strade ricoperte da un metro e mezzo di melma formata da acqua, fango e grandine con chicchi grossi come prugne, alberi sradicati o spezzati a centinata, campi come se fosse passato un sciame di cavallette. E questo solo in provincia di Verona, senza contare Vicenza e Padova dove però la tempesta è giunta un po’ scarica.

Ma tutto ciò era accaduto anche un mese fa, nella nostra provincia, con perdita totale o quasi del raccolto; è avvenuta l’inverno scorso con frane, smottamenti, boschi abbattuti in tutto il Veneto; ed un anno fa o poco più sulle montagne bellunesi c’è stato un disastro ambientale di proporzioni gigantesche, con decine di migliaia di alberi abbattuti o caduti per frane che noi potremo rimpiazzare solo con decine e decine di anni di rimboschimento.
Certo, la natura è imprevedibile, i disastri naturali ci sono sempre stati, come negarlo! Ma che ciò accada sempre più frequentemente e sempre più violentemente, che ci sia una ascesa costante e all’ennesima potenza è pure innegabile. Allora dobbiamo cercare le cause di questo e noi siamo certi che è l’intervento dissennato dell’uomo sull’ambiente la causa prima che concorre in maniera considerevole, e qui, nella nostra regione forse più che in altre parti del nostro paese.

Il nostro intervento comporta SEMPRE delle conseguenze: se scaviamo una galleria o una strada in trincea ed interrompiamo il corso sotterraneo delle acque, causiamo dissecazione di pozzi, di risorgive da un lato e magari si formano acquitrini e terre umide dall’altro; il consumo di suolo, la cementificazione e la costruzione di grandi capannoni e aree industriali e commerciali, l’asfaltatura di strade, parcheggi etc, che impermeabilizzano il suolo non permettono all’acqua piovana di essere assorbita e questa DEVE quindi trovare altre vie per scorrere; quando copriamo fiumi e torrenti per creare spazi abitativi e strade è inevitabile che un acquazzone causi esondazioni e faccia saltare tombini di fognature troppo strette e intasate.

Se da un lato la Lega, che ha governato da 25 anni questa regione, ha permesso lo scempio che noi vediamo, causato da interventi disastrosi ed inutili (un esempio per tutti: la SPV che ha devastato le province di TV e VI per pure ragioni speculative) e da permessi di edificare ovunque dall’altro, la stessa giunta regionale leghista non ha attuato adeguati e doverosi piani di risanamento del territorio, di controllo e monitoraggio dei corsi d’acqua, di cura delle montagne, dei boschi e delle zone agricole che ci avrebbero risparmiato perdite enormi dal punto di vista sia ambientale che economico. E il risanamento, il controllo, il monitoraggio, la cura del territorio veneto avrebbe significato creazione di lavoro virtuoso, occupazione sana, crescita economica e ricchezza famigliare, che sta alla base di una vita dignitosa.

Questo sarà uno dei punti cardine della nostra campagna elettorale e lo sarà perché noi siamo coerenti: nel nostro simbolo campeggia la parola “AMBIENTE”; tra ciò che diciamo e ciò che vogliamo fare non c’è corto circuito. La nostra cifra, oltre alla moralità della politica, è la coerenza della politica.

SOLIDARIETA’ AMBIENTE LAVORO PROVINCIA DI VICENZA

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