Benvegnù: applichiamo la Costituzione!

400 mila italiani possiedono una ricchezza pari a 5.000 miliardi di euro, equivalente più o meno a 2 volte l’intero debito pubblico del nostro paese. In questi ultimi decenni la forbice dei redditi si è ulteriormente allargata, accompagnata da sostanziose riduzioni del prelievo fiscale per i redditi più alti e a tagli delle tasse per le imprese. I ricchi sono diventati più ricchi, gli altri si sono impoveriti.

Non siamo tutti nella stessa barca. Serve reintrodurre una tassazione coerentemente progressiva come prevede la Costituzione, serve una tassa sui grandi patrimoni. Serve una lotta vera alla evasione fiscale.

Nel Veneto la quota della popolazione vicina alla soglia della povertà relativa o in povertà assoluta, già consistente prima (attorno al 20% secondo i dati dell’ufficio regionale statistica), è in crescita. Solo un forte intervento pubblico a sostegno delle persone e famiglie in difficoltà e per creare nuova e sana occupazione può essere la risposta. Se non c’è redistribuzione del reddito, se non si investe nella sanità, nella scuola, nella cultura, nel risanamento del territorio, se non si sostengono il piccolo commercio e le attività artigiane non si va da nessuna parte.

Forcolin e Zaia si sono fatti vanto di non aver messo le mani in tasca ai veneti tagliando l’IRPEF regionale, una mancia risibile per i redditi più bassi, un bel regalo per i più ricchi. Una perdita secca di 1 miliardo e 200 milioni di euro ogni anno, 6 miliardi di euro in 5 anni. Anche aumentando la soglia di esenzione potremmo avere fondi importanti che in questi anni sono mancati e come contropartita abbiamo avuto, invece, l’aumento dei canoni nelle case popolari, il massimale sui ticket e le liste di attesa per le prestazioni sanitarie.

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